Il 12 aprile 1565 Cipriano partì col cavallo da Perugia per andare ad Assisi col garzone Paulo, portando la “carta reale et il libro da scrivere ed l’apis per disegnare”. Il viaggio si protrasse fino al 21giugno 1565.
“Ispezione nelle città e castelli della legazione di Perugia” era l’incarico che aveva ricevuto che consisteva nello scrivere dei luoghi e delle genti e disegnare piante e vedute delle più belle città dell’Umbria.
Poco prima di morire nel 1579 ritrovò gli scritti ed i disegni che aveva fatto durante quel viaggio. Li ordinò e li rilegò intitolando il manoscritto “Le piante ed i ritratti delle Città e Terre dell’Umbria Sottoposte al Governo di Perugia”.
La copia anastatica, dalla quale si traggono queste note, è stata pubblicata dall’Istituto Nazionale d’Archeologia e Storia dell’Arte, nell’anno 1963.
Dopo Assisi si incamminò per Madonna delli Angeli, poi Foligne, Trievi, Montefalco, Todi, Montecastello, Terne, Pie’ di lupo, Narni, Rieti. Poi verso il confini del Regno: Cascie, Norscia, e Visse. Ed infine il ritorno: Cereto, Foligno, Nocera, Fossato, Sassoferrato, Fratta, Castello e Perugia.
Verso Visso, appunta Cipriano.
Partì da Norscia: spese per cavallo per Visse, scudi -.30; per desinare ed cena quattro pasti a Visse, scudi -.60; A coloro che me aiutorno a mesurare le mura di Visse, scudi -.40; per il cavallo per andare a vedere i confini, scudi -.25.
A Visso, scrive.
“Sarà detto di Visso quello che è luogo molto dilettevole e per la terra riposta tra monti è di molto piacere; non è poco miracolo a dire che quivi non sia cinque miglia in circa di orizzonte, et ch’essendo quivi et alzando l’occhi al cielo altro non si vegga che cielo e monti.
Ha questo luogo doi fiumi l’uno detto Usita et l’altro Castello ed unit’insieme li dicono la Nera, nella quale fanno delicatissime trotte. Ha bonissime et sane et fresche acque da bere, le più chiare et le più limpide che di tutti gli altri luochi, che habbiamo ragionato; l’aria è sanissima. E’ assai abodante perché racoglie grano et vino che le basta. I vini sono per il più cotti.
Non hanno altri frutti che alcune poche noci, hanno buonissimi formaggi et boni prosciutti. Bellissimi paschi et grandissima quantità di bestiame. Patano di legne d’ogni sorte.
E’ lontano da questo luoco 4 miglia una bellissima chiesa detta Santa Maria di Macereto fatta tutta di pietra con ricchissimi intagli ed nobilissimi ornamenti. Si vede di qui Camberino et molt’altri luochi.
Gli huomini di questo paese sonno di robusto aspetto, dediti a servir il criminale. Son d’aspetto terribile, adorni per il più di scelerati costumi, fioriscono quivi molti latri.
Vero è che il sangue feminile è molto leggiadro se bene male adorno d’habbiti. Bisogna mirarle, ma non sentirle parlare, perché veramente nontanto delettano a vedere, quanto dispiacciono a sentire.
Sono belle donne anco cortese, massimamente a forastieri, et le cortesi infatti son quelle che habbitan nelli borghi, quelle della terra son terribili et dispettose.
n.d.r. Quanto agli uomini dediti a servir il criminale e la fioritura di molti latri, Cipriano non documenta, ma possiamo dire che attualmente siamo nella media nazionale.
Quanto le donne, anche qui Cipriano non documenta, non sono solo anco cortese ma belle, eleganti e ospitali. Salvo rare eccezioni.]
Die 2 iulii 1565
Magnifico messer Hieronimo Mancini depositano. Havendo noi a questi giorni passati mandato per questa provincia messer Cipriano Picciolpasso proveditore della citadella per ese¬guire alcune cose secondo l’ordine che havevamo dalli signori padroni et asegnando egli de havere per ciò speso vintasei scudi de moneta et baiochi vintasei come più destintamente se vede per l’in¬clusa sua lista, Ve diciamo che a conto delli dinari che vi habiamo voltati o che alla giornata volteremo in man vostra debiate pagare al sudetto messer Cipriano scudi sei simili et baiochi vin¬tasei quali se li danno per intiero pagamento di tutto quello che egli deve per ciò havere et con li venti scudi simili che per questa medesima cagione a bon conto gli havete pagati in virtù di tre altri mandati fanno in tutto la sodetta somma de scudi 26 et baiochi vintasei et ne prenderete quitanza che con essa et coi presente mandato ve saranno fatti boni nelli vostri conti. In fede etc.
F. Bossius Gubernator
Franciscus Mengacius
Chi era Cipriano Piccolpasso?
Nato nel 1524, Cipriano Piccolpasso, Urbinate, giovinetto di rango ”fu d’alta statura, bruno, cortesissimo, d’ingegno assai e spirito anzi che no risentito, pel che il giovanetto ebbe mortale scontro con Giampaolo Papi”. Ma forse fu solo una scazzottata. Fu provveditore della fortezza di Perugia nel 1558. Il 24 gennaio 1575 il governatore di Perugia monsignor Monte Valenti scrive al cardinale di S. Sisto:”Si trova da molti anni sono per provveditore di questa fortezza un m. Cipriano Piccolpasso, dello stato di Urbino, huomo per le virtuose parti sue amato da tutta la città ed io, me ne son valuto per ingegnero.
Hora ha fatto una scapata da pazzo. Hier mattina a bon’hora, essendo uscito dalla fortezza, trovò nella piazza un giovane con quale, dice lui, haveva còlera molti mesi sono, et parendoli che facesse certi segni di svilarlo, come asserisce che soleva fare spesso, entrò in una bottega da legname vicina et prese un bastoncello ed diete duo o tre traghettate a quel giovane delle honorate famiglie di questa città.”
Si cercò di mitigare il caso e la relativa pena, ma il governatore Valenti decise: “In esecuzione della santissima e giustissima mente di N.S. feci dare sabbato in pubblico la corda al detto m. Cipriano, ed condennarlo nella pena di 500 scudi, secondo la forma dei bandi. Et perché sa ch’egli non ha in quatrino, le agiunsi che, non pagando fra dieci giorni i detti 500 scudi, fosse bandito da tutta la provincia.”.
Per non andare in prigione Cipriano se ne ritornò, esiliato, a Casteldurante dove morì nel 1579.


