LE SIBILLE NELL’ARTE

Varrone in «Lattanzio» enumera 10 Sibille:
La Persica
La Libica
La Delfica
La Cimmeria
La Simmeria
La Samia
L’Ellespontica
La Frigia
La Tiburtina
L’Eritrea.
L’Eritrea è detta anche Cumana, quella che secon¬do il Barberino e G. Batt. LaIli é la nostra Sibilla.
Con l’avvento del Cristianesimo, forse ad opera di cristiani ellenistici di Alessandria, specialmente alla Cumana si attribuirono oracoli riguardanti la Re¬denzione e l’Era nuova del monoteismo.
All’Eritrea, per esempio, si attribuiva l’acrostico IXZYS (== pesce) dalle cui iniziali i cristiani costruivano la frase: «Jesu Christus Dei Filius Salvator ». I cristiani del Medioevo continuarono a spiegarne i detti in favore del Cri¬stianesimo, sia nella Letteratura come nell’Arte. Si ricordi Tommaso da Celano (+ 1260) che pone la Sibilla accanto al Profeta David nella sequenza:
Dies irae, dies illa/ Solvet saeculum in favilla/ Teste David et Sybilla.
Molti pittori del Rinascimento dipinsero le Sibille accanto ai Profeti con cartigli ed oracoli cristiani.
Per esempio Pietro Vannucci, il Perugino, (1445¬ – 1523), nella sala delle Udienze del Collegio del Cambio in Perugia, in una lunetta, dipinse nel 1507, in¬sieme ai Profeti Isaia, Mosè, Daniele, Geremia e Sa¬lomone anche un gruppo di sei Sibille: L’Eritrea, la Persica, la Cumana, la Libica, la Tiburtina e la Delfica. Quattro ne dipinse il Pinturicchio nel 1501 nella piccola crociera della Cappella Baglioni in Spello. La Samia annuncia:
«Pacem ecce venit dives nascetur de paupercula et bestiae terrarum adorabunt eum et dicent: laudate eum in astris coelorum ». La Sibilla Eritrea annunzia; « De excelso coelorum abitaculo prospexit deus humi¬les suos et nascetur in diebus novissimis de virgine haebrea filius in cunabulis terrae ».
L’Europea annunziava: «Veniet ille et transibit montes et colles silvarum Olimpi regnabit in pau¬pertate et dominabitur in silentio et egres dierum venter virginis ». La Tiberina ricordava: «Nascitur X Betlem et annuntiabitur in Nazareth regenie tauro fundatori quetis. O felix illa mater cujus ubera illum lactabunt ». Il Pinturicchio ripeté il dipinto delle Sibille nella crociera di S. Maria del Popolo a Roma nel 1506.
Anche Michelangelo, nella volta della Sistina, nel 1512 dipinse accanto ai Profeti: l’’Eritrea, la Persica, la Libica, la Cumana e la Delfica.
Sarà utile ricordare il loro riflesso in un monu¬mento a noi vicino. Nel rivestimento della S. Casa di Loreto, eseguita dal Sansovino su disegno del Bra¬mante nel sec. XVI troviamo sopra le statue dei Pro¬feti, quelle delle Sibille: ad opera di vari scultori in marmo.

  1. Libica (della Libia) per nome Elisa: Aeternus tempore, Princeps, Reginae mundi gremio Rex mem¬bra reclinans = Tu, Principe, ti assoggetti al tempo reclinando le tue membra nel seno della Regina del mondo.
  2. Delfica (da Delfo in Acaja) per nome Artemide: Virgineo conceptus ab alvo prodiens sine contactu maris: Concepito dal seno verginale uscirà senza opera d’uomo.
  3. Persica (dalla Persia) di nome Sambeta: Virgine matre natus Ille Deus casta nascetur Virgine ma¬gnus: Concepito da una Vergine Madre quel gran Dio nascerà da casta Vergine.
  4. Cumana (di Ponto dell’Asia) per nome Amaltea: In cunctis humilis, castam pro Matre puellam deliges: In tutto umile, sceglierai per madre una ca¬sta fanciulla.
  5. Eritrea per nome Erifile: E coelo Rex adveniet per saecla futurus, Hebrea quem Virgo feres de stirpe decora: Dal cielo verrà il futuro Re dei secoli che una Vergine Ebrea partorirà da nobile stirpe.
  6. Cumea (da Cuma in Italia) di nome Deifoba: Tunc Deus e magno regem dimittet Olimpo militiae aeternae regem sacra Virgo cibabit lacte suo: Allora Iddio dall’Alto Olimpo invierà il Re e una sacra Ver¬gine nutrirà del suo latte il Re dell’eterna milizia.
  7. Samia (da Samo dell’Egeo) per nome Pito: Humano quem Virgo sinu inviolata fovebit: Che la Vergine inviolata lo stringerà al suo seno.
  8. Ellespontica (dall’Ellesponto d’Asia Minore): Divino numine visa quae sobolem mundo pareret splendore micantem: Predestinata dal Nume divino fu quella che partorirà il Figlio sfolgorante di luce.
  9. Frigia (dell’Asia): Virginis in corpu voluit di¬mittere coelo ipse Deus prolem, cum nunciet Angelus alme Matri: Nel seno della Vergine volle Iddio discen¬desse la prole annunziandola all’alma Madre un Angelo.
  10. Tiburtina: Concipiet quae nazareis in finibus illum, quem sub carne Deum betlemitica mura vide¬bunt: Nel territorio di Nazareth Essa concepirà quel Dio che nelle forme umane vedrà nascere a Betlem.
    La nostra Sibilla non ha nome, ma forse si tratta della «Cumana» che rappresenta la sintesi di tutte le altre e che nel Medioevo ebbe maggiore importanza.

Le Sibille di Visso
Adiacente la consiliare del palazzo dei Priori (in fase di riparazione), sede del comune di Visso, vi era una stanza denominata “Sala delle Sibille” che conteneva 12 quadri di tela (m. 0,93 x 0,66) raffiguranti Sibille dipinte su ovali recanti in alto il nome di ciascuna e in basso una targa con l’oracolo espresso in versi dialettali, che li rendono ancor più sibillini ma con un contenuto messianico.
Il nome del pittore di Jesi del secolo XVIII è scritto nel quarto quadro: NICOLAVS Amator faciebat.
Di seguito sono riportati i loro oracoli delle prime due Sibille vissane della foto.

1)«Sibilla Persica la più antica indivinatrice».
E’ raffigurata da una donna, dai capelli biondi,
sparsi in parte sulle spalle e in parte a treccia,
le¬gati da un nastro rosso, dall’atteggiamento
ispirato, recante il libro delle profezie.
«Nascerà d’una Vergine, per cavallo
L’asino havrà ché salvezza agli empi
Dovrà portar piacere a buoni e scempi:
A rei darà qual raggio per cristallo.
Verrà dal seno verginale il Verbo
Di cui ‘l venir descrivo e in mente il serbo».

2) «Sibilla Libica e Femonoe detta, figlia del Sole».
È rappresentata da una donna dai capelli biondi,
sparsi sulle spalle che indossa una veste grigia
trapunta a fiori. Reca in mano un ramoscello di mirto.
«Vicino è il dì che il gran Monarca eterno
Al tempo fia soggetto e l’empie colpe
Dal suo grave penar fia che discolpe:
Tolto alla Sinagoga il duro inverno
Innoverà la sposa eterna amica
A lui che madre havrà Vergin pudica».

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